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Salvate il soldato Rai

Perché la Rai non muore mai?

C’era una volta un centrino fatto all’uncinetto, graziosamente e irrazionalmente poggiato su una televisione in legno, grande quanto una scatola di scarpe e pesante come un blocco di marmo. Per la maggior parte del tempo, questa tv trasmetteva un’immagine fissa, in bianco e nero, che ho scoperto da Wikipedia chiamarsi “monoscopio” e sono sicura mi tornerà utile per rimorchiare o, quantomeno, per vincere a Trivial Pursuit.

Quando non andava in onda il monoscopio, la gamma di trasmissioni non era molto vasta: un solo canale, che non aveva neanche un nome, sul quale si susseguivano telegiornali, telequiz e, dal 1957, pubblicità, con il leggendario Carosello.

Un matrimonio sereno e monogamo ha legato i telespettatori alla Rai per 25 anni. Poi, nel 1980, è arrivata lei, bella, giovane e furba: Telemilano, che per scrollarsi di dosso l’aria da fighetta settentrionale decide di cambiare nome in Canale 5. Resta ai miei occhi un mistero perché Canale 5 e non Canale 4, visto che semmai era la quarta rete/il quarto, dopo Rai 1, Rai 2 e Rai 3.

logo canale 5 1980

Per molti anni, la Rai ha tenuto testa alla giovane rivale con le sue trasmissioni cult

O almeno questo era quello che pensavo prima di consultare la pagina Wikipedia Programmi televisivi degli anni ‘80. Ero certa di poter dimostrare la sostanziale parità tra le due reti, per poi analizzare il motivo del sorpasso di Mediaset sulla Rai. Scorrendo i nomi dei programmi, però, risulta lampante come Mediaset (con Canale 5, Rete 4 e Italia1) fosse in vantaggio fin dall’inizio.

Della lunghissima lista, infatti, gli unici nomi che suonano familiari sono quelli delle trasmissioni Mediaset, di cui molte ancora in onda come La Corrida e Striscia la notizia. I programmi Rai, a parte qualche eccezione – non proprio amena – come Chi l’ha visto, sono caduti completamente nel dimenticatoio, passati di moda senza mai essere andati di moda.

 

 

Il distacco tra i due colossi appare ancora più lampante ai giorni nostri, sui social, dove pagine come Trash Italiano, che vivono di spezzoni televisivi scelti in base alla loro possibilità di diventare tormentoni o meme, attingono al 90% da programmi Mediaset.

Non sono l’unica ad essersi accorta di questo gap, anche la Rai sembra averlo capito. E così, per guadagnarsi il favore (e gli ascolti) dei giovanissimi, ha rinnovato la piattaforma digitale RaiPlay e lanciato un nuovo programma: Viva RaiPlay.

 

 

Un programma nuovo, moderno, giovane. Così giovane che alla conduzione c’è un sessantenne che era famoso in un’epoca in cui i post-Millennials (o generazione Z) a cui vorrebbe comunicare non erano neanche nati.

A questo punto, una domanda sorge spontanea: ma come fa la Rai a continuare a esistere?

La risposta che mi sono data è: la Rai esiste perché le vogliamo bene come a un parente, come alla vecchia zia che a 18 anni ti regala il foulard di seta. Ovviamente non lo indosserai, perché nessuno al di sotto dell’età pensionabile indossa il foulard, ma è comunque tua zia perciò guai a chi ne parla male, puoi farlo solo tu.

E alla fine le perdoniamo i regali di merda, perché il sugo come lei non lo fa nessuno. Come quando, dopo aver detto che il canone Rai è una truffa, che la tv è morta e lo streaming la rimpiazzerà, escono i dati sullo share di Sanremo e come sempre, la zia coi suoi foulard aveva ragione.

foulard brutto

Ed il suo bello – anzi, il loro: della Rai e della zia – è che non hanno mai ceduto alla tentazione di snaturarsi, sono rimaste ferme a un’età dell’oro che noi under 50 non abbiamo vissuto, ma che possiamo sognare attraverso il loro anacronistico e impolverato presente.

“Ma non ti credere, anch’io sono trasgressiva”. Ah sì, zia Rai? Che cosa fai di così proibito? “Mando in onda una serie dove si vede un sacco di droga”. Narcos?. “No, Rocco Schiavone, ma l’ho fatto spostare su Rai 2 così si nota un po’ meno, con quelle sigarette speciali”. Zia, ma quelle sono can…”Perché le conosci? Ti droghi anche tu”. No zia, stai tranquilla, ora devo salutarti, è finito il coprifuoco e devo rimettere la cintura di castità. Buonanotte.

Livia

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