Polpa Ink

Annoiarsi ai tempi di Pornhub

Volevo fare No Nut November ma avevo finito le cartine e mi sono fatto una sega.

Non avendo rapporti sessuali da qualche mese, ho deciso di provare a fare No Nut November. Tanto, stavo facendo cilecca comunque. No Nut è una social challenge, ovvero sfide virali che lanci taggando i tuoi amici, e che affronti documentando il tutto sul tuo profilo. Spesso hanno uno scopo di sensibilizzazione, altre volte invece sono trovate per accumulare qualche follower in più. Dal fortunato Ice Bucket challenge in cui ti rovesci acqua ghiacciata addosso, al Mannequin challenge che consiste nel rimanere totalmente immobili in situazioni comuni, come un manichino appunto. 

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Le regole di No Nut sono semplici: non puoi raggiungere l’orgasmo per tutto il mese di novembre. Niente sesso, niente masturbazione. Non ho la ragazza, non sarà così difficile, pensavo. Al quinto giorno, in preda alla noia e non potendo fumare una sigaretta causa cartine finite, ho ceduto.

Lo so, di questi tempi è difficile resistere alle tentazioni sessuali. Apri Instagram e ti ritrovi centoventimila foto di super modelle di Victoria’s Secret in costume, oppure decidi di farti una bella passeggiata col cane e, svoltato l’angolo, vieni ammaliato da un cartellone pubblicitario con sopra Belen in reggiseno. Anche starsene a casa a guardare Netflix ha i suoi svantaggi in questo caso, avete mai visto Baby? Cazzo non guardatelo, è terribile:

Siamo circondati dalla nudità, che sta scomparendo rapidamente dalla nostra lista dei tabù.

Quante volte però vi è capitato di masturbarvi semplicemente per noia: “È tre ore che studio, potrei prendermi una pausa” o “I miei coinquilini sono a lezione, già che ci sono ne approfitto”. Che belle le pause studio con Riley Reid, mamma mia.

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Spesso utilizziamo l’autoerotismo – sì, si può dire anche così quando te lo meni – per distrarci dai problemi o da pensieri angoscianti, oppure per anestetizzare una forte tristezza o, per l’appunto, la noia. Andare su Pornhub e farsi una sega è il moderno andare al bar e prendere due amari, dopo che la tua ragazza ti ha lasciato.

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Utilizzare la masturbazione come valvola di sfogo però può diventare un vero e proprio problema. Quello che credevamo fosse il nostro rifugio dai brutti pensieri diventa improvvisamente una trappola, la soluzione ai nostri problemi si trasforma nel problema stesso. In questi casi infatti si può creare una dipendenza sessuale.

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Fermiamoci un momento, so che è difficile accettare che la nostra adorata masturbazione possa diventare una dipendenza. È un po’ come scoprire che Babbo Natale non esiste, o che il wrestling sia finto, anche se su quest’ultimo punto ho ancora i miei dubbi. Purtroppo però è così, quindi andiamo avanti:

La masturbazione compulsiva spesso comporta la perdita del senso dell’autoerotismo, inteso come momento di piacere e spazio di intimità.

Inoltre interferisce con la propria vita sociale: dal rapporto di coppia, al lavoro e ai propri interessi personali. Cosa abbastanza ovvia, se ti fai cinque pippe al giorno non hai troppo tempo per andare in palestra.

Altre brutte notizie in arrivo – magari fatevene una per tranquillizzarvi, prima di continuare -,

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l’autoerotismo compulsivo può comportare una forte riduzione del desiderio sessuale, e si arriva, in alcuni casi, a preferire la masturbazione al rapporto sessuale con il proprio partner: “Scusa amore, niente Rocco per stasera”. Altri sintomi possono essere la disfunzione erettile e l’anorgasmia, ovvero l’impossibilità a raggiungere l’orgasmo.

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A parte le battute, la masturbazione compulsiva è un problema serio e rientra nelle sexual addictions, così come l’uso frequente della pornografia e l’ipersessualità.

Riguarda bisogni ossessivi e incontrollati e si stima una prevalenza del disturbo tra il 3% al 6% degli adulti. Spesso è causa di ansia sociale, insuccessi e sensi di colpa, che sopraggiungono per non essere riusciti a resistere ai propri impulsi. 

Per uscire da questa dipendenza è importante sapere che non bisogna assolutamente fare a meno della masturbazione, ma anzi trasformarla in qualcosa di sano e più consapevole. Un altro passo utile è cercare diversi stimoli e piaceri alternativi, attività che possano distrarre dalle tentazioni e dai pensieri ossessivi, come ad esempio lo sport.

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Quando si è più in difficoltà e si sente di aver perso il controllo invece, ci si può rivolgere ad un professionista, come un esperto in sessuologia, uno psicologo, o un consulente sessuale, che ci aiuteranno a comprendere e a gestire il disturbo.

Meno seghe, più… paddle! Dicono sia divertente

O magari compratevi la sigaretta elettronica, non avrete più problemi di cartine.

Thomas

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